Dimentica l'idea che a tavola il vino sia l'unico padrone di casa. La birra non è la "sorella povera" da bere solo con una margherita veloce; è una risorsa gastronomica immensa. Anzi, grazie alla sua frizzantezza e alla sua varietà incredibile (ad oggi si contano circa 120 stili diversi), la birra può arrivare anche dove il vino è costretto ad alzare bandiera bianca.
Da birrai, abbiamo passato ore a studiare la chimica dei sapori ed oggi vogliamo svelarvi come trasformare un semplice bicchiere in un'esperienza da ristorante stellato.
Sinergia di sapori
Prima di scegliere la birra (ma questo vale per qualunque bevanda accompagni il nostro pasto), è necessario guardare alle sensazioni che il piatto ti lascerà in bocca. Queste possono essere divise in due grandi famiglie:
Le Morbidezze: il grasso di un salume, l’unto di un fritto, la dolcezza della zucca o la succulenza di una mozzarella di bufala.
Le Durezze: il sale, il piccante, l’amaro del radicchio alla brace o l’acidità di una marinatura.
L'abbinamento perfetto nasce quando queste sensazioni si integrano con quelle della birra per creare una sinergia perfetta, che ci porterà a volere subito un altro boccone e un altro sorso.
Pulizia o Intensità?
Qui entra in gioco la tecnica vera e propria, che si sviluppa ricercando due obiettivi precisi: la Pulizia (per contrapposizione) o l’Intensità (per concordanza).
Nell’abbinamento per contrapposizione, giochiamo al gioco degli opposti con lo scopo di "resettare" il palato non appena abbiamo deglutito. Ad esempio, se hai davanti un piatto fritto o grasso, l’ideale è una birra frizzante e secca (come una bionda tedesca). Le bollicine e l'amaro tagliano il grasso come un coltello affilato, lasciando la bocca pulita e pronta per il prossimo boccone. Se invece il piatto è piccante, la scelta ideale è una birra più morbida e maltata, che "abbracci" il bruciore e lo calmi.
Nell’abbinamento per concordanza, invece, facciamo il gioco dei gemelli: ricerchiamo profumi e sapori simili che si amplifichino a vicenda. Un dolce al cioccolato o un tiramisù chiamano una birra con note di caffè e cacao: un matrimonio perfetto! Tant’è che molti ristoranti propongono ormai il Birramisù, dove il caffè viene sostituito da una birra scura: l’abbinamento è già nel piatto! Se invece abbiamo piatti molto aromatici (un pesce agli agrumi o un piatto speziato), cercheremo gli stessi profumi nella birra, come le note agrumate di una IPA o quelle speziate di una birra belga.
Perché questo conta per il tuo evento?
Molti pensano che per un matrimonio o una festa aziendale basti "avere della birra". Noi pensiamo che serva "la birra giusta per il momento giusto".
Saper consigliare un ospite su quale pinta abbinare al buffet di benvenuto o al dolce finale è ciò che trasforma una bevuta distratta in un ricordo memorabile. È la differenza tra essere dei semplici "spillatori" e dei veri consulenti del gusto.
Ti stai chiedendo se tutto questo funzioni davvero anche in un contesto elegante? Beh, siamo qui per dimostrarvelo.
Restate sintonizzati: Birringuito vi mostrerà come portare l'arte dell'abbinamento anche tra abiti bianchi e fiori d'arancio.